Progetti · Scheda

Om Mundi

Rampa Prenestina, Roma · 2025 · Installazione interattiva

Un tempio digitale che risponde ai gesti di chi si ferma: luce e suono guidati dalle mani, in uno spazio pubblico nel cuore di Roma.

Om Mundi, la sala con i fasci di luce a terra
Il progetto

"OM" è il suono primordiale, il respiro con cui l'universo comincia. "Mundi", dal latino, vuol dire del mondo.

Om Mundi nasce da una necessità perduta ma persistente: riconnettere l'origine e la presenza, ciò che crea e ciò che è stato creato. Un circuito di frequenze in cui luce, suono e gesto umano provano a rievocare una comunicazione primordiale sempre più diafana. Un luogo in cui la materia prova a ricordare il suo primo respiro.

Al centro scende una fenditura di luce verticale che genera suono, un canale teso tra il cosmo e la terra. Chi entra non si limita a guardare: entra nel circuito. La luce e il suono rispondono alla sua presenza, e il confine tra interno ed esterno si assottiglia.

Om Mundi non definisce: suggerisce. È un flusso in movimento costante, un refolo che appare senza dichiarare la sua origine. In un'epoca iperconnessa e distante dall'essenziale, ripropone un'invocazione digitale per tornare all'inizio.

In Om Mundi in me resonat origo.
Nel suono primordiale del mondo, l'origine risuona dentro di me.

Il risultato

Migliaia di visitatori in una notte, la maggior parte dei quali si è fermata a interagire invece di passare oltre.

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Galleria
Om Mundi, la sala con i fasci di luce a terra
Om Mundi, una persona a braccia aperte nei fasci
Om Mundi, un visitatore nell'installazione
Om Mundi, la stella di luce vista dall'alto